Rivista “Bianco e nero”: riflessione sulla carriera di Bertolucci di Felice Laudadio

Taormina – Dopo la presentazione al Bif&st di Bari  e la Casa del Cinema di Roma, dell’ultimo numero di “Bianco e nero” dedicato al grande regista Bernardo Bertolucci, a un anno esatto di distanza dalla proiezione (sempre a Bari) del restauro di “Ultimo tango a Parigi” realizzato dalla Cineteca Nazionale, il numero monografico della rivista quadrimestrale “Bianco e Nero” è stato presentato da Felice Laudadio anche alla Casa del Cinema di Taormina in occasione del 65 esimo festival cinematografico.

Il numero 593 di “Bianco e nero” è una riflessione sulla carriera di Bertolucci da un doppio punto di vista. Ogni suo film è riletto da un critico cinematografico, ma accanto all’analisi squisitamente filmica ci sono contributi di grandi scrittori, a sottolineare il dna letterario di un cineasta che era figlio di un poeta (il padre Attilio) e allievo di un altro (Pier Paolo Pasolini, che lo tenne a battesimo come assistente sul set di Accattone). Nel numero della rivista ci sono scritti inediti, testimonianze e interviste di Lidia Ravera, Valeria Viganò, Jhumpa Lahiri, Dacia Maraini, Romana Petri, Gabriella Palli Baroni, Edoardo Albinati, Niccolò Ammaniti, Francesco Barilli, Andrea Carraro, Paolo Di Paolo (che ha curato il numero assieme alla redazione), Aurelio Picca, Alberto Rollo e Antonio Scurati. Il numero è come sempre realizzato graficamente da Romana Nuzzo e curato redazionalmente da Alessandra Costa. Il 27 maggio (segnatevi la data) sarà presentato alla Casa del Cinema di Roma.

 

“…Questo numero di <<Bianco e Nero>>  esce a un anno esatto dalla presentazione di quel restauro. E non intende nè celebrare nè commemorare Bernardo, ma molto più semplicemente si propone di raccontarlo attraverso la memoria e le emozioni che di lui conservano collaboratori, amici e conoscenti, sopratutto scrittori, che in varia misura lo hanno ammirato, amato e talora detestato (raramente). Ma anche attraverso una rilettura critica, ad oggi, e film per film, della sua opera cosi composita e diversificata, cosi eccezionalmente potente: che si tratti di opere ancora acerbe come “La commare secca” e quasi sperimentali come “Prima della rivoluzione” e “Partner” o di film colossali e più che maturi come “Novecento” o” L’ultimo imperatore”. E di capolavori come “Strtegia del ragno” e “Il conformista” e “l’assedio”, forse i suoi film più intimi, per così dire. Il risultato di questo lavoro della rivista “intorno” a Bertolucci – che dedichiamo alla sua compagnia di una vita, la regista Clara Peploe – è un vero e proprio mosaico che il lettore è libero di “guardare” passando da un tassello all’ altro, e fermarsi su un intervento o su un altro e poi tornare indietro, un po’ come un film moviola o in un lettore di dvd. Ma quel che infine ne scaturisce, così a noi sembra, è un ritratto unitario e a tutto tondo di uno dei massimi talenti della storia della cinematografia mondiale e della sua fantastica arte di narratore per immagini. Un unicum che, secondo la Treccani, è un << fenomeno che si verifica una sola volta, del tutto eccezionale e irripetibile>>. Bernardo Bertolucci, appunto”.

Felice Laudadio.

 

tratto dall’ editoriale di Felice Laudadio – Bertolucci o del Talento

«Bianco e Nero» EDIZIONI SABINAE
Intervento integrale di Felice Laudadio inizio minuti 32:00

Autore dell'articolo: ROAN

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